sabato 30 gennaio 2010

Madri e figlie

Giovedì 4 febbraio al Circolo delle quinte (viale 30 aprile 4) Monteverdelegge organizza una serata di letture poetiche coordinata da Fiorenza Mormile e Anna Maria Robustelli con improvvisazioni al pianoforte di Andrea Terrinoni. Nel corso dell'incontro verranno presentati testi di autrici italiane e straniere, tratti fra l'altro dall'antologia Corporea. Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (Le voci della luna), e verranno proposte alcune ipotesi di lavoro per il nascente gruppo di lettura serale dedicato alla poesia e condotto da Fiorenza. Dato che la capienza della sala è ridotta - 25 posti al massimo - è necessario confermare non oltre lunedi 1 febbraio all'indirizzo email monteverdelegge(at)gmail.com.
A proposito di Corporea, ecco uno stralcio dalla recensione di Viola Papetti uscita oggi (30 gennaio 2010) su "Alias":
Non si può dire che la veste tipografica di questa antologia Corporea Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese, a cura di Loredana Magazzeni, Fiorenza Mormile, Brenda Porster, Anna Maria Robustelli, con l’indispensabile prefazione di Liana Borghi (Le Voci della Luna Poesia, Segni/4, pp. 204, € 12,00) sia vanitosa, e ostenti la patinata eleganza che sempre ricopre il femminile. Anzi, sono quasi irritanti nella loro ambiguità le immagini derivate da nove opere di Francesca Romana Pinzari: grigie, nere, rossastre parti di un corpo femminile seminudo, non si capisce se abbracciato o torturato, intercalate fra poesie, in inglese e in italiano, di scrittrici famose negli ultimi quarant’anni, da Margaret Atwood a Alice Walker. Pagine dai margini ristretti, suppongo per economia, ma che danno anche un’idea di forzata costrizione entro gabbie, piccole carceri individuali da cui la scrittura fuoriesce come un urlo educato alla forma, uno strappo che però non lacera il foglio. Non rinunciano a prendere parola, per quanto il prezzo sia alto e lo sforzo al limite, come nel caso di Judith Wright, australiana, poco conosciuta da noi, qui con un’unica poesia «Naked girl and mirror / Ragazza nuda e specchio». Il corpo delle donne è capace anche di scherzare, ma in genere si sente in fuga, tende a svincolarsi dalla proprietaria. «Questa non sono io. Una volta ero senza corpo» – lamenta Wright, e con lei molte di noi. Anche Margie Piercy in «My Mother’s Body / Il corpo di mia madre» dice l’estrema angoscia di non riconoscersi se non nel corpo di un’altra, inevitabile, ostile. La figlia è derubata dalla madre, la madre dalla figlia. Che sia il doppio culturale del sé femminile, o un doppio biologico, installato al principio e alla fine della vita della figlia (e alla fine di quello della madre) la minaccia è distruttiva. «Questo corpo è il tuo corpo, ceneri ora / e rose, ma vivo nei miei occhi, nei miei seni, / la mia gola, i miei fianchi. Tu fai scorrere in me / un sapore di sale negli affluenti del mio sangue, // mi canti nella mente come vino. Ciò che / non hai osato in vita l’hai osato nella mia».
Questa piccola antologia fa pensare a un arco teso per uno sforzo quasi impossibile, anche se necessario. Il percorso del pensiero femminista non è né facile né facilmente accessibile, e direi però che la poesia meglio di altri generi letterari può rendere i picchi improvvisi, e i ristagni paludosi. O un’estetica nuova ispirata da corpi che non obbediscono ai canoni correnti, vedi «Homage to My Hips / Tributo ai miei fianchi» di Lucille Clifton: «questi fianchi sono fianchi larghi / hanno bisogno di spazio per / andarsene in giro…», e di Tania Rochelle «My Ass Says Hello / Il mio culo saluta»: «da lì dove, improvvisamente riempie tutto lo specchio. Vuole portarmi a comprare taglie comode, mi / prega di smetterla con il jogging, ‘Basta nat-chine / e lattughine!». (...) Ottimo il lavoro delle traduttrici quasi sempre anche curatrici (Magazzeni, Mormile, Porster, Robustelli), a cui vorrei aggiungere un particolare apprezzamento per Elisa Biagini che da tempo e in più occasioni si è fatta traghettatrice di queste poesie.

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