mercoledì 28 giugno 2017

Buone letture estive



La bibliolibreria gratuita Plautilla chiude venerdì per il ponte di San Pietro e Paolo e dall'inizio di luglio va in vacanza. 
A settembre riprenderanno le tante attività di Monteverdelegge. Nel frattempo, per i partecipanti al gruppo di lettura del sabato, il libro estivo è Flush, di Virginia Wolf. 
Buone letture estive a tutti ! 

venerdì 2 giugno 2017

Un Esodo che scavalca i muri


Maria Cristina Reggio
Il prossimo 16 giugno andrà in scena al Teatro Patologico, in via Cassia 472, Esodo, uno spettacolo con adattamento drammaturgico e regia Alessandra Panelli che, con l'associazione Diverse Abilità, da anni tiene laboratori teatrali con utenti dei centri di salute mentale e attori professionisti.
In questo spettacolo, in cui sono impegnati, insieme a molti altri attori, due utenti di Cantiere24, Antonella Cecchi Pandolfini e Lamberto di Fabio, l'esodo è rappresentato come una condizione comune a tutti gli esseri umani che, prima o poi,  si trovano di fronte a un muro da oltrepassare.
I muri dunque come fiumi o mari simbolici da attraversare, cataste di cartoni pesanti come pietre che formano frontiere da abbattere con la forza del proprio corpo, ma anche barriere  invisibili che dividono o isolano le storie delle vite delle persone. 
Come scrivono gli stessi autori, "Esodo è uno spettacolo che vede l’unione di due gruppi che da anni si sperimentano in laboratori paralleli e continuativi attraverso le arti del teatro e della danza. Come sempre negli spettacoli curati dal nostro gruppo di lavoro il tema dell’uomo, delle vicissitudini della vita, delle sconfitte e delle occasioni è molto sentito e foriero d’interessanti approfondimenti. Attraverso i testi e i personaggi, che di volta in volta si incontrano e ai quali diamo vita, s’intraprende un percorso di crescita e consapevolezza".
Con una strepitosa sequenza di musiche famose che  ciascuno può  riconoscere come famigliari colonne sonore della propria esistenza, e di brani tratti da tanti testi letterari spesso studiati a scuola  ma qui recitati in nuovi contesti, questo lavoro teatrale  colpisce per la sua capacità di coinvolgere  la memoria e l'esperienza del pubblico in tante storie condivisibili: un momento in cui il teatro  non divide la platea dal palcoscenico, ma rende attori e spettatori davvero partecipi di una comunità, talvolta, davvero umana.
Da non perdere.

ESODO
16 giugno ore 21
TEATRO PATOLOGICO Via Cassia 472
Info e prenotazioni: a.panelli@fastwebnet.it  Tel: 3356532341
Formazione dell’Attore: Alessandra Panelli
Espressione Corporea : Costanza Castracane.
Danza Terapia: Anna Di Quirico.
Area Clinica: Dott.ssa Tiziana Piersanti Centro di Salute Mentale ASL Roma 3, Dott.ssa Teresa Mastroianni, Centro di Salute Mentale ASL Roma 2.

mercoledì 24 maggio 2017

Festa di Primavera domenica 28 maggio alla Stazione 4venti

Firmiamo da Plautilla per l'agibilità del casale San Pancrazio
Come ci scrive Licia Donati, presidente del Comitato di Quartiere Monteverdevecchio - 4 venti, la raccolta per le  delle firme  per l'agibilità del casale di S.Pancrazio (Casetta Garibaldina), continua  fino a domenica 28 Maggio, giorno in cui si festeggerà la festa di primavera con tante associazioni di Monteverde. Il modulo firme è anche presso Plautilla.
Per informazioni:
facebook '' monteverde quattro venti comitato ''

martedì 16 maggio 2017

Plautilla. Haiku: pomeriggio con Carla Vasio, 10/3/2017

Carla Vasio da Plautilla, foto Dino Ignani, 10 marzo 2017

Fabiana Carpiceci
Recentemente Plautilla ha ospitato Carla Vasio in un incontro pensato per introdurre i lettori di monteverdelegge alla comprensione, apparentemente semplice, degli Haiku, forma poetica nata in Giappone nel XVII secolo.
Componimenti brevi, essenziali, espressioni di emozioni e relazioni racchiuse “in un soffio, in un respiro”, nel qui e ora. Componimenti poetici  che hanno affascinato, e tuttora interessano, il mondo occidentale  a tal punto da creare ovunque circoli virtuosi, laboratori di Haiku in svariate lingue, con relativi concorsi internazionali che si svolgono ogni anno in varie parti del mondo.
Carla Vasio, veneziana (trasferitasi a Roma nel  1943, con la sua famiglia d'origine), saggista, storica dell'arte, scrittrice e poetessa, esponente della neoavanguardia (fece parte del Gruppo '63), gestì  per un lungo periodo la Libreria dell'Oca a Roma , facendone  un luogo di intensi scambi culturali, esposizioni d'arte, musica, pittura, letteratura.  Successivamente la scrittrice partì per il Giappone, dove visse diversi anni. Lì ebbe modo di conoscere e apprezzare una cultura profondamente diversa dalla nostra e in particolare di approfondire la conoscenza degli Haiku.

Al rientro in Italia, Carla fondò con Nojiri Michico l'Associazione Italiana Amici dell'Haiku che tutt'ora ogni anno indice un premio di poesia.
Ma torniamo a Plautilla, immaginiamo di essere  nella bella sala della libreria, riuniti intorno al tavolo centrale, circondati dai libri , con Carla che ci parla con  voce dolce e gentile degli Haiku.
guardandoci uno a uno, mentre “ci fa incontrare” questa forma che a noi può risultare misteriosa.
Perché l'Haiku é un attimo di tempo, ci spiega (facendoci degli esempi poetici), sospeso nell'hic et nunc, generalmente composto da tre versi, secondo uno schema basato su  “more” (e non sillabe) distribuite nel seguente ordine :  5/7/5,in 17 complessivi “on”, o suoni.
Carla sottolinea che l'Haiku è un incontro, per chi lo scrive e per chi lo legge, con al centro della composizione un segreto, il Kigo, parola chiave che rappresenta  l'indicazione necessaria a svelare il segreto stesso. Il significato di tutta la breve composizione.
In sé e per sé non è poesia di sensazioni, di sole melodie.
 E'” tutto insieme”, in un attimo, e il significato vero arriva in un fulmine, cosa istantanea che frantuma, all'improvviso, e senza giustificazione, l'attimo della rivelazione. Del senso intero di quell'espressione poetica.

Come accade nella nostra persona  quando, all'improvviso, si rompe una convenzione mentale, una rigidità protesa da tempo, un pregiudizio in apparenza granitico,intoccabile.
Carla ci tiene  molto a farci riflettere proprio  su questo aspetto direi intimo del pensiero umano,
che è conoscenza,esperienza relazionale, intuizione e profondità percettiva nello stesso tempo.
Comporre Haiku richiede molta concentrazione, è un esercizio  da praticare da soli e in gruppo.
In Giappone tutti compongono Haiku, non c'è distinzione sociale, né preferenze. Ogni momento può essere “fermato” su un blocchetto e scritto per raccontare, in modo apparentemente semplice, tale da risultare a volte ingenuo, ciò che sta accadendo nella natura, nel quotidiano, nella esistenza di un attimo. Come un fulmine.
E in gruppo questo modo di comporre scorre in un inevitabile scambio di parole, di brevi frasi, di silenzio, di fiducia verso chi  ti sta vicino nella composizione, dal momento che proprio chi è al tuo fianco leggerà il tuo verso legandolo con molta probabilità al proprio o a quello di un altro partecipante, in unico Haiku.
Ecco, in sintesi, il pomeriggio del 10 marzo 2017, da Plautilla, con Carla Vasio.
La scrittrice tornerà a breve per un altro incontro di approfondimento e di creatività con tutti i partecipanti al laboratorio.  

giovedì 11 maggio 2017

Sabato 13 ore 10.30 da Plautiila primo film della rassegna ABBIAMO BISOGNO CHE QUALCUNO CI SOGNI



Plautilla, bibliolibreria gratuita 
Associazione culturale Monteverdelegge
Centro Diurno Cantiere24, ASL RM3
Aida Onlus
Via Colautti 28-30, Roma

Sabato 13 maggio ore 10,30
Proiezione del film di Saverio Costanzo Hungry Hearts, 2014
Conversazione con Alex Pagliardini, Sergio Benvenuto e Valerio De Simone
La proiezione si terrà presso la bibliolibreria Plautilla
ingresso gratuito

Inizia sabato prossimo ABBIAMO BISOGNO CHE QUALCUNO CI SOGNI, una rassegna cinematografica sul disagio giovanile e sulle difficoltà nei rapporti tra genitori e figli, a cura di Elisabetta Spinelli (Responsabile percorsi CDA RM3)  e Patrizia Vincenzoni (psicologa, responsabile del Centro Diurno Cantiere24), con Barbara Aramini, Eleonora Carocci, Antonella Litterio,Emanuela Maugliani, Laura Pertica.
Partecipano all'incontro psicoanalisti, psichiatri, docenti, studenti, cinefili.
Per saperne di più sul film:
http://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/hungry-hearts/59116/
http://www.minimaetmoralia.it/wp/hungry-hearts-intervista-a-saverio-costanzo/

domenica 30 aprile 2017

AUTORITRATTO DI EDITORE

Viola Brancatella
Durante gli ultimi mesi Monteverdelegge è stata animata da una nuova iniziativa che ha portato l’associazione nelle scuole di Monteverde. La scommessa del progetto, che si intitola “Autoritratto di editore” ed è fra i vincitori della seconda edizione del bando Io leggo della Regione Lazio, è far incontrare gli studenti delle scuole superiori, medie ed elementari con gli editori di alcune piccole e medie case editrici romane. Nella seconda fase gli studenti sperimentano in prima persona il lavoro editoriale e la divisione dei ruoli all’interno di una casa editrice, ricostruendo – sulla base degli incontri – gli autoritratti degli editori attraverso un montaggio di testi e di immagini. In parallelo, gli editori incontrano gli utenti del centro diurno Giovagnoli dove si svolgono le attività della bibliolibreria Plautilla, per un ciclo di video-interviste sull’editoria che, insieme agli autoritratti, andranno a comporre un sito web ad hoc, da maggio online.
I primi tre incontri con gli studenti hanno visto coinvolti i giovani degli istituti superiori Morgagni e Manara, e i giovanissimi della scuola elementare Francesco Crispi. Dagli otto ai diciotto anni sono le età degli studenti che hanno dedicato circa due ore a ciascun incontro, con divertito distacco adolescenziale unito, il più delle volte, a un autentico interesse.
Gli editori che si sono prestati alle “lezioni” nelle diverse scuole hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa e, nel tempo a disposizione, hanno creato una relazione di scambio con gli studenti, stimolando la loro curiosità e il loro entusiasmo.  I motivi per tornare a scuola da adulti, se non lo si fa per insegnare, possono essere tantissimi e diversi tra loro, ma in tutti gli editori si è percepito il desiderio di svelarsi e di condividere, di raccontare la vita - la propria - in modo credibile, con rispetto, approfittando, forse, di quel momento per fare i conti anche con se stessi. Professionalità e sincerità, ma soprattutto il desiderio di comunicare con le nuove generazioni e di trasmettere informazioni ed esperienze rilevanti, dire quel qualcosa che scateni una reazione propositiva, per lasciare un segno, anche inconscio, in qualche giovane di cui si dimenticherà presto il nome, ma non lo sguardo.

La prima scuola nel percorso di Autoritratto di editore è stata il liceo scientifico Morgagni, in compagnia di Daniela di Sora della casa editrice Voland, pronta a svelare anche i piccoli grandi segreti aziendali che non si rivelano mai ai giornali. Nonostante si parlasse di argomenti lontani dall’universo degli adolescenti, gli studenti si sono fidati e hanno seguito con attenzione. Durante l’incontro Daniela Di Sora è partita dalla genesi della casa editrice, che ha preso avvio dal  suo profilo di slavista, e dalla rilevanza del nome, Voland (il diavolo de Il Maestro e Margherita di Bulgakov), per arrivare ai cambi di rotta, all’arrivo di nuove idee, alla “scoperta” dell'autrice belga Amélie Nothomb che Voland pubblica ancora oggi dopo decenni. In primo piano, il lavoro editoriale prima e  durante la crisi economica e le altalene tra l’amarezza e il desiderio di continuare a lavorare bene. Le scelte lavorative si fondono con la vita e diventano impegno quotidiano e concreto, senza retorica.

Secondo istituto sul nostro cammino, il liceo classico Manara, con Giuseppe Laterza, che ha usato ironia e senso critico per catturare l’attenzione dei ragazzi. Due ore di analisi e riflessione sul nostro paese tramite i libri da lui scelti per raccontare il progetto della casa editrice, intervallate da battute che non nascondevano una passione sfrenata per i libri e per la formazione. Gli studenti sono stati attentissimi e si sono lasciati trascinare nei percorsi labirintici e a tratti foschi del mondo di oggi raccontato da un adulto, senza i filtri normalmente usati per i più giovani e senza la disillusione tipica di certe conversazioni mature.

Il terzo incontro si è tenuto nella scuola elementare Francesco Crispi, dove, in una classe colorata e senza sedie, Carla Ghisalberti, redattrice di Orecchio Acerbo, ha fatto il suo ingresso con venti libri illustrati: un trenino di figure adagiate a terra di fronte ai bambini seduti composti sui tappeti di gomma sistemati apposta per l’evento. Ci si chiedeva come sarebbe stato un incontro con dei bambini e come avrebbero reagito al mondo dell’editoria, che spesso risulta complesso e misterioso anche agli occhi degli adulti. E invece gli scolari delle elementari si sono rivelati uditori attenti e  ricettivi: domande su domande a fine incontro – sanno che dovranno scrivere un autoritratto di editore –, osservazioni profonde sulla scrittura, sulla traduzione, sull’importanza delle storie complesse che sembrano tali soltanto per gli adulti. E poi tanta voglia di partecipare e di farsi notare, contrariamente agli adolescenti che spesso si nascondono o tendono a non voler emergere. Carla Ghisalberti ha raccontato la storia di Orecchio Acerbo come se stesse recitando una pièce a teatro, dalla sua origine – l’orecchio verde e Fausta Orecchio – ai suoi libri più rari, più impegnativi o di grande successo. Una storia colorata e animata, che ha ipnotizzato tutti, adulti compresi.

venerdì 28 aprile 2017

Incontri di poesia da Plautilla: venerdì 28 aprile, ore 18, Annamaria Ferramosca



venerdì 28 aprile alle ore 18
bibliolibreria gratuita Plautilla

incontro con la poetessa
Annamaria Ferramosca
a partire dal suo Trittici il segno e la parola

"Ferramosca scrive sulla scia di pitture, ne evoca vissuti, ne amplia sensazioni: «qui si danza una perfezione / si festeggia che cosa? / che cosa si vela nel fondo / degli occhi? o tra i capelli?… /tra poco sulla scena / si scioglieranno i capelli vorticando». La sua parola insegue una morbidezza ipnotica, dove senso e suono si rimandano richiami, e dove la realtà degli incroci fra arti diverse inventa un terzo spazio, mobile e fluttuante, carico di echi e sovrapposizioni, come un rapsodico e contiguo creare “accanto”. Da una "nota di lettura" di Marco Ercolani.
Il sito di Annamaria Ferramosca