sabato 14 ottobre 2017

Al Teatro Vascello arriva Un Vascello di editori, giovedì 19 ottobre, ore 17-19.30


Si chiude con una grande festa il progetto “Autoritratto di editore”, vincitore del bando della Regione Lazio “Io leggo”: il 19 ottobre dalle 17,00 alle 19.30 presso il foyer del Teatro Vascello le quindici case editrici che hanno aderito all’iniziativa, gli studenti di quattro scuole di Monteverde, gli utenti del centro diurno di via Colautti e gli abitanti del quartiere si riuniranno per la prima volta dopo mesi di lavoro, per festeggiare la conclusione del progetto e l’avvio di un sito, www.autoritrattodieditore.it, che si propone come primo passo verso un portale dell’editoria romana e laziale.
“Autoritratto di editore” è nato nel municipio XII di Roma da un’idea dell’associazione culturale Monteverdelegge, attiva sul territorio dal 2008, e ha coinvolto case editrici, scuole e centro diurno, al fine di raccogliere dei “ritratti di editore” che spieghino in modo semplice e divulgativo il mestiere dell’editore.

Come immagini i lettori della vostra casa editrice? Qual è la linea editoriale che guida la pubblicazione dei vostri libri? Come definiresti lo stile delle vostre copertine?
A queste e ad altre domande sono stati chiamati a rispondere gli editori indipendenti coinvolti nel progetto (Contrasto, Donzelli, Elliot, Emons, E/O, Exorma, Laterza, minimum fax, Nutrimenti, Orecchio acerbo, Playground, Sinnos, Tunué, Voland, 66thand2nd), che dallo scorso febbraio hanno incontrato gli studenti e gli utenti del centro diurno, per raccontare la loro esperienza editoriale, ripercorrendo le fasi di lavorazione di alcuni titoli significativi del loro catalogo.
Gli allievi di alcune scuole del quartiere di Monteverde (Liceo Scientifico  Morgagni, Liceo Classico Luciano Manara,  IIS Federico Caffè, IC Largo Oriani), al termine degli incontri, hanno redatto degli “autoritratti di editore”, mettendo in luce gli aspetti più caratteristici di ogni casa editrice: la linea editoriale, lo stile grafico, la provenienza geografica dei libri, i costi, il numero degli impiegati, i casi editoriali, le strategie di comunicazione, la “mission” di ciascun progetto editoriale.
In parallelo, gli utenti del centro diurno Cantiere 24 di via Colautti hanno rivolto agli stessi editori delle domande all’interno di un ciclo di video-interviste, raccolte, insieme agli “autoritratti” degli studenti, nel sito internet dedicato all’iniziativa (www.autoritrattodieditore.it), insieme a fotografie, disegni e materiali visivi.

Autoritratto di editore è un progetto di Monteverdelegge finanziato con la legge regionale 21 ottobre 2008, n.16 - Avviso Pubblico IO LEGGO


mercoledì 4 ottobre 2017

Giovedì 12 ottobre iniziano da Plautilla gli incontri sul pensiero della destituzione.



Antony Gormley, Human, Firenze 2015

Il pensiero della destituzione
Testi, discorsi, pratiche
 incontri  2017-2018 presso la bibliolibreria Plautilla
Centro Diurno Cantiere 24 (Asl Roma3), via Colautti 30, 
Il giovedì dalle ore 17 alle 19

Gli incontri, aperti e gratuiti, saranno dedicati al pensiero della destituzione. Destituire significa lasciare a se stesse le istituzioni e i dispositivi, i saperi e la prassi. Il gesto destituente è anzitutto un gesto recessivo: fare un passo all’indietro per scoprire i paradigmi e i referenti che “danno senso” alle diverse epoche storiche, nella loro realtà di fantasmi e nella loro funzione normalizzante.
Cerchiamo di vedere come in alcuni luoghi dell'opera di Michel Foucault, Reiner Schurmann, Giorgio Agamben, il pensiero della destituzione attraversa la riflessione.
Di Foucault consideriamo le grandi analisi del sapere medico e psichiatrico-legale e i connessi poteri di normalizzazione. In questa direzione cerchiamo di mostrare come una certa strategia contro-analitica destituisce i discorsi sul valore simbolico del "padre" e sul primato del desiderio contro il godimento.

Nel pensiero di Schurmann vedremo come agiscono i “fantasmi egemonici” e come il "bisogno di principi" e di fondamento sia il modo in cui operano i dispositivi di governo della vita.
In alcuni luoghi dell'opera di Giorgio Agamben cerchiamo di tracciare nelle continuità della ricerca genealogica le zone di indistinzione di pensiero e prassi e le procedure possibili di disattivazione della macchina filosofico-politica occidentale.
Chi “tiene” gli incontri:
Alessandro Baccarin, ricercatore “autonomo” in Storia e Filosofia Antica. E’ autore di articoli sull’erotismo nel mondo antico e sul pensiero di Michel Foucault. Di recente ha pubblicato la monografia Il sottile discrimine. I corpi tra dominio e tecnica del sé (Ombre corte, 2014).
Paolo Godani, ricercatore di Estetica all’Università di Macerata, è autore di saggi e testi tra cui Estasi e divenire. Un'estetica delle vie di scampo (2001), Deleuze, (2009), Senza padri. Economia del desiderio e condizioni di libertà nel capitalismo contemporaneo (2014), la vita comune. Per una filosofia e una politica oltre l’individuo (2016).

Andrea Russo, ricercatore indipendente, autore di saggi e testi tra cui L’uniforme e l’anima. Indagine sul vecchi e nuovo fascismo (2009).
Marcello Tarì,  ricercatore indipendente. Ha vissuto negli ultimi anni tra la Francia e l’Italia. È autore di numerosi saggi e testi tra cui Il ghiaccio era sottile. Per una storia dell’autonomia (2012), Non esiste la rivoluzione infelice (2017).
Paolo Vernaglione Berardi, insegnante di filosofia e storia, è autore di saggi e testi tra i quali Il sovrano, l’altro, la storia (2006), Dopo l’Umanesimo (2008), Filosofia del comune (2013), Michel Foucault. Genealogie del presente (a cura di, 2014); Scritti per Walter Benjamin (a cura di, 2016).

Per informazioni e adesioni scrivete a:

Calendario

12 Ottobre
Fantasmi che comandano
con Paolo Vernaglione Berardi
Il filosofo Reiner Schurmann ha esemplato il processo che genera i principi epocali, cioè i valori intorno a cui ruotano la vita quotidiana e il senso comune, dimostrando che essi sono privi di fondamento. Fantasmi egemonici che si installano come referenti ultimi e comandano un’epoca.
Attraverso l’uso di categorie prospettive, retrospettive e di transizione possiamo osservare il doppio aspetto di questi fantasmi.

26  ottobre
La storia del pensiero alla luce dell’evento
con Paolo Vernaglione Berardi
La destituzione della metafisica inizia con Nietzsche e si compie con Heidegger nel luogo di produzione del pensiero. Se la storia filosofica della filosofia è impossibile, l’archeologia filosofica ci consente, a partire da questa soglia inenarrabile, di leggere i filosofi come eventi di transizioni egemoniche. Parmenide, Plotino, Cicerone, Agostino, Meister Eckart, Lutero, Kant, Heidegger sono questi eventi.

9 Novembre
Agalmatofilia: archeologia di un fantasma letterario
con Alessandro Baccarin
Richard von Krafft-Ebing, nella sua Psycopathia Sexualis, la prima sistematizzazione del sapere sessuologico da parte di una nascente psichiatria sempre più interessata alla partizione fra normalità e devianza, ricordava che l'agalmatofilia, ovvero quella insana passione per statue ed oggetti inanimati riproducenti figure umane, riscontrava ai suoi tempi la registrazione di un singolo e isolato caso. L'agalmatofilia costituisce solo una delle infinite forme di "devianza" che il sessulogo tedesco ha studiato. In qualità di fantasma culturale, l'agalmatofilia emerge come problema sessuale e psichiatrico nel XIX secolo, quando anche le letterature classiche vengono piegate alla necessità di formare un repertorio utile alla nuove esigenze di una psichiatria e di una medicina, cooptate in funzione normalizzante.

23 novembre
Un archeologo della filosofia si aggira in città
con Paolo Vernaglione Berardi
Giorgio Agamben ha definito la pratica dell’archeologia filosofica. Essa è quel luogo del pensiero a partire dal quale è possibile retrocedere alle condizioni di possibilità della sua arché in ordine alla sua destituzione. Indagando le più rilevanti figure e funzioni economico-teologiche della filosofia politica, nella sua vasta opera egli ha mostrato come il sapere occidentale è percorso da un’istanza di disattivazione dei dispositivi filosofici, antropologici e politici.

14 dicembre
Un’altra vita, un altro sapere
con Paolo Vernaglione Berardi
Il corpo, il linguaggio e il paesaggio sono le realtà inappropriabili dalle tecnologie di governo della vita nella modernità. L’uso invece della proprietà, l’inoperosità invece della produzione ci introducono ad un’etica in cui la politica è estetica dell’esistenza. Il gesto oggi più politico coincide così con la profanazione e la disattivazione degli attuali dispositivi di sapere-potere.

18 gennaio
Il potere psichiatrico e le sue istituzioni
con Paolo Vernaglione Berardi
 Negli scorsi anni Settanta Michel Foucault ha indagato la società punitiva e i regimi di contenzione in uso nelle democrazie capitaliste. La clinica, l’ospedale psichiatrico, la scuola, la fabbrica, la caserma, sono i luoghi di una sorveglianza panottica in cui si articolano i dispositivi disciplinari. Indagando la “funzione Psy” emerge la genealogia dei dispositivi di cattura che separano salute e malattia, normalità e follìa.

25 gennaio
Psichiatri, giudici e degenerati
con Paolo Vernaglione Berardi
Foucault rintraccia gli “anormali” all’interno del sapere psichiatrico e della perizia medico-legale  tra la metà del XVIII e la metà del XIX secolo. Invertendo il paradigma che considera deviati e malati di mente come soggetti da curare, internare, detenere e, al limite, “lasciar morire”, scopriamo che sono i discorsi psicologico e psicoanalitico a designare l’anormalità all’interno di un campo di sapere-potere.

15 febbraio
Finalmente un po' d’aria pura
con Paolo Godani
La retorica del “padre”, la sua nostalgia, il ritornello monotono a ritornare alla figura simbolica della legge, sotto la quale starebbe il materno “desiderio” come l’istanza regolata del piacere, accompagnano gli appelli all’ordine, nelle “democratiche” società di normalizzazione. Ma c’è un’altra interpretazione, più convincente, dei reali rapporti di potere: cioè che sono proprio le istituzioni disciplinari a partire dalla famiglia, a produrre il più intenso disagio. Essere “senza padri” diviene allora la pratica politica più adeguata per sottrarsi a queste istituzioni.

8 marzo
Archeologia della pornografia     
con Alessandro Baccarin
La pornografia è una categoria, dello sguardo piuttosto che della morale, che passa dalla scienza archeologica e filologica a quella politica, con la produzione tardo libertina e illuminista, e a quella psichiatrica, con il dibattito sorto nel XX secolo. La nozione emerge come espressione di un dispositivo di sessualità che separa soggetto e desiderio. La dimensione espositiva del desiderio e quella segregativa sono espressioni di due diversi tipi di società: quella antica greco-romana e quella moderna occidentale. La profusione web-porno opera la segregazione dell'osceno capace di produrre un individuo sessualmente determinato.

22 marzo     
Archeologia della Clinica
con Alessandro Baccarin
Ne La nascita della clinica (1963) Michel Foucault si sofferma su un passaggio epistemico fondamentale: se il medico fino all'alba dell'epoca moderna poneva al paziente la domanda "come ti senti", quello successivo, a partire dall'età classica (XVII-XVIII), chiede invece "dove ti fa male".  In questa trasformazione compare un nuovo oggetto, "l'uomo". Nasce in questo nodo storico fondamentale la capacità moderna di costruire identità attraverso parametri come normalità, disciplina, libertà, ovvero nasce quella che diverrà la biopolitica del presente.

5 aprile
Risalendo, il ritorno
con Paolo Vernaglione Berardi
La considerazione dell’origine come principio e comando ci determina a ripensare radicalmente il discorso filosofico e il vocabolario metafisico. In questa inversione, che è un retrocedere del pensiero in direzione dell’ arché scopriamo la matrice an-archica dell’esperienza, prima tra tutte la costituzione di valori fantasmatici che funzionano come referenti ultimi.

19 aprile
La forma di vita di un non soggetto
con Andrea Russo e Marcello Tarì
“La creatura è la corporeità singolare, an-archica, solitaria, di una classe minore, profana, non numerabile, senza qualità e priva di speranza, la quale, però, proprio in quanto senza fondamento, può destituire questo mondo...”.

domenica 3 settembre 2017

Meri Lao, sette vite e trentacinque libri


Maia Giacobbe Borelli

Dopo aver trasmesso la passione per la musica (e per la vita) alle centinaia di persone che l’hanno conosciuta, Meri Franco Lao, 89 anni, nata a Milano nel 1928 con il nome di America Franco da genitori anarchici, antifascisti e anticlericali,
trasformando la sua stanza d’ospedale con vista sul Tevere in un luogo d’incontri e di festa, dove decine e decine di persone sono andate a salutarla con spirito lieve,
è passata ad altra vita, il 29 Agosto scorso, accompagnata dall’affetto del figlio Curzio e di tantissimi amici, colleghi e allievi.
Meri Lao è riuscita così a mettere in scena in modo naturale la propria morte, dopo aver rifiutato ogni accanimento terapeutico, in coerenza con la sua scelta di aderire all’Associazione Luca Coscioni, per l’autodeterminazione individuale e per il diritto a una morte dignitosa, che è stata come lei l’ha voluta.
Così Meri ci ha salutato ed è scivolata via come una sirena, immergendosi per altri mari a noi ancora sconosciuti.

Come parlare delle sue sette vite?
Sperimentatrice, scrittrice e musicista da sempre, maestra di yoga e di vita, ha trascorso la prima infanzia a Buenos Aires, dove, scoperta la naturale inclinazione per la musica, inizia a studiare pianoforte, a 16 anni tiene i primi concerti, poi a Montevideo, dove si diploma come insegnante di Musica a 21 anni all’IFAP, Instituto Formación de Profesores Agregados.  Frequenta anche il corso “Arte y Teatro Moderno” presso la Facultad de Humanidades, dove si laurea con due tesi Personajes femeninos en la obra de Ibsen e Futurismo: el arte de los ruidos.
Nel 1949 si sposa con Folco Lao, ex ufficiale della Marina italiana. Il piccolo appartamento della giovane coppia, è un luogo di riunione di musicisti, letterati, architetti.
Nel 1953 è Parigi da sola, dove si forma e perfeziona con la pianista Eliane Richepin, maestra e amica il cui marito, Tristan Richepin, le farà da impresario nel fortunato decennio della sua carriera pianistica. L’attività musicale proseguirà poi con concerti alternati a conferenze su Luigi Nono, Aldo Clementi e la musica d’avanguardia più in generale.
In Italia, e definitivamente a Roma, dal 1954, è stata una pioniera della musica ribelle e della musica strega, concertista di piano, autrice di manuali di musica per le scuole (La Nuova Italia), traduttrice, sceneggiatrice, maestra del tango, da lei inteso come forma d’arte classica, sirenologa e sirena lei stessa.
Dal 1955 al 1958 ha lavorato alla Camera di Commercio Internazionale di Roma.
Dal 1968 al 1971 si stabilisce con la famiglia a Cuba lavorando all’ICAIC, la famosa scuola di cinema, e all’ICR come consulente radio e TV. Quel periodo di intenso fervore politico e sociale la vede impegnata nella traduzione spagnola di Lettera a una professoressa di Don Milani, che conoscerà ripetute edizioni in Uruguay e Argentina.
Meri è stata quindi pianista, insegnante di musica (ha insegnato Storia della musica e del teatro, Coro e Spettacoli), scrittrice, ha scritto in Italia saggi sui canti di protesta dell’America Latina (con Michele Straniero e Giovanni Pirelli) e sul tango, la sua passione, per lei non un ballo ma un sentimento.
Ha fatto cantare e ballare generazioni di studenti e studentesse, insegnando in molte scuole, tra queste le Scuole Montessori e i Licei Sperimentali di Roma (prima al Liceo Unitario Sperimentale di via della Bufalotta poi al Liceo Virgilio); è stata socia dell’Istituto di Fonologia di Milano (Luigi Nono, Bruno Maderna, Zuccheri) e di Nuova Consonanza (Aldo Clementi, Antonio De Blasio, Franco Evangelisti, Boris Porena, Giacinto Scelsi).
È stata attivista in gruppi politici antimperialisti latinoamericani, italiani e francesi, a tale proposito ha pubblicato una Cronologia delle invasioni imperialiste in America Latina su Quaderni Piacentini nel 1967 e a Parigi Basta! Chants de témoignage et de révolte de l’Amérique Latine, inedita raccolta di canti di protesta di un intero continente, corredata da traduzioni e trascrizioni su pentagramma.
A partire dagli anni ’70, Meri si concentra su temi legati alle donne; nel 1976 fa scalpore il suo Musica strega. Per la ricerca di una dimensione femminile nella musica, ritenuto il primo gender’s study in materia.

E sarà proprio un suo laboratorio di vocalità femminile legata al gesto ad attirare l’attenzione di Federico Fellini, che le chiede una canzone per La città delle donne.
Grazie all’amicizia con Astor Piazzolla, inaugura uno dei filoni principali della sua sfaccettata produzione artistica: quella dedicata al tango, scrivendo nel 1975 Tempo di tango (La storia, lo sfondo sociale, i testi, i personaggi, la fortuna e il revival).
Fonda nel 1995, insieme a Roman Gubern, l’Accademia Scientifica del Tango e del Bolero in Italia, istituita presso l’Istituto Cervantes di Roma.
Nei primi anni del XXI secolo, Meri dà alle stampe Todo Tango. Cronache di una lunga convivenza, summa sui generis di un mondo culturale e sociale prima che musicale.
Ha scritto numerosi programmi TV e radiofonici. Ha pubblicato un totale di 35 libri, tra cui «Fare musica» (1968), «Sirene (da Omero ai pompieri)» (1985) e «Musica strega», «Pseudopodi», ha messo in scena vari spettacoli, portato avanti per dodici anni "Tanghitudine", il suo one woman show  per pianoforte, voce e immagini.
Ha tenuto una rubrica durante due anni e mezzo nel supplemento settimanale satirico TANGO diretto da Sergio Staino del quotidiano «L'Unità».
Meri Lao ha ricevuto nel 2001 il Premio Tenco per l’opera di diffusione della canzone latinoamericana, nel 2007 il Premio Musica Europa alla Carriera del Versilia Jazz Festival e, nel 2008, il premio Capri dell’Enigma – Letteratura.
Nel 2013 pubblica il Dizionario maniacale del Sette, sorta di raccolta enciclopedica che spiega in 777 voci il significato del numero in tutte le epoche e culture, spaziando dall’arte alla religione, dalla canzone alla scienza.
Assumendo sempre in prima persona, l’impegno politico inteso nel suo senso più alto, recentemente, ancora si indignava per l’intervento americano in Siria, da lei definito come la “solita ennesima trafila colonialista degli americani”.
Ha continuato a curare ricerche multimediali sulla didattica della musica, le sirene, il tango, l'uovo, il sette, e ad andare in scena con i suoi monologhi fino a pochi mesi fa. Dal letto d’ospedale si rammaricava di aver dovuto disdire gli ultimi concerti estivi, perché “Mannaggia, non mi sento tanto bene…”
Battagliera e controcorrente fino all’ultimo, Meri ha completato le sue sette vite. Per sua volontà, niente funerali, un omaggio dedicato a lei avrà luogo a Roma con tempi e modi che saranno comunicati fra qualche settimana.
Una pagina, da cui sono tratte queste note, le è consacrata nell’Enciclopedia delle donne.

Nota: Monteverdelegge ricorda con particolare affetto Meri Lao, che in diversi messaggi ha espresso la sua simpatia per la nostra associazione. Purtroppo non è stato possibile averla ospite da Plautilla, ma è in programma nei prossimi mesi un incontro dedicato alla sua opera.

sabato 15 luglio 2017

Mvl teatro: fino al 26 luglio Danza Fuori programma al Teatro Vascello

Romeo e Giulietta 1.1 , foto di Serena Nicoletti 

Al teatro Vascello prosegue fino al 26 luglio il festival Fuoriprogramma  e, dopo le composizioni in movimento della compagnia La Veronal, in cui i corpi  danzatori sembravano scomporsi e ricomporsi in un unico corpo metamorfico e dopo le traiettorie degli atleti del gruppo Nanou che rompevano le geometrie di un ring quadrato, si prosegue venerdì 14 luglio con la compagnia torinese Zerogrammi che presenta JENTU, un lavoro di teatro danza sulla figura dell'anti-eroe che  prende spunto dal Don Chichotte di Cervantes.

A seguire, il 18 luglio, ROMEO E GIULIETTA 1.1, la sfocatura dei corpi,  della Compagnia Zappalà Danza, con musiche dei Pink Floyd, Elvis Presley, Luigi Tenco, José Altafini, Mirageman, John Cage, Sergei Prokofiev:  un lavoro che, prendendo spunto dalla tragedia di Shakespeare,  lavora sulla distanza tra due corpi, sull' opacità che offusca  il ricordo di un corpo amato da cui si è separati.

Si chiude il 26 luglio con OF MAN AND BEAST, della Company Chameleon, che esplora la costruzione odierna  del mito della virilità, seguito da due coreografie di Mauro Astolfi per Spellbound contemporary ballet, THE HESITATION DAY e THE DIVIDED SELF.

venerdì 7 luglio 2017

Mvl teatro: FUORI PROGRAMMA, festival di danza (con aria condizionata) al Teatro Vascello

La Veronal©Marica_Kolcheva
Per tutti coloro che siano appassionati, o semplicemente curiosi della danza contemporanea, dal 9 al 26 luglio il Teatro Vascello offre una rassegna internazionale, il Festival Fuori Programma in collaborazione con European Dance Alliance - Valentina Marini Management.

Monteverdelegge teatro andrà a vedere gli spettacoli e terrà un diario del festival ad uso dei lettori del blog. Pubblichiamo di seguito il programma che vedrà alternarsi diverse compagnie di danza europee sul palco del Vascello, lo storico e prestigioso  teatro di Monteverde da sempre impegnato nella ricerca di nuove forme nelle arti performative.
Si apre il 9 luglio con la compagnai spagnola  La Veronal che presenta il frutto di cinque anni di lavoro, confluiti nell'elaborazione di  KOVA, un codice di linguaggio corporeo attraverso il quale i danzatori  seguono, per i loro movimenti coreografici, regole autoimposte e condivise di dinamismo corporeo astratto, non mimetico. 
Seguono, dall'8 al 10 luglio, il gruppo Nanou, con il suo lavoro Xebeche [csèbece], un lavoro sul recinto geometrico che limita e delimita il corpo e, parallelamente, una ricerca  sulla negazione dell'identità. 
Degli spettacoli seguenti vi parleremo prossimamente

Questo il programma:
9 luglio - domenica, ore 21
LA VERONAL (Spagna)
KOVA ¬ GEOGRAPHIC TOOLS

11 luglio - martedì, h ore 21
Gruppo Nanou (Italia – Ravenna)
Xebeche [csèbece]

14 luglio - venerdì, ore 21
Zerogrammi (Italia – Torino)
Jentu

18 luglio - martedì, ore 21
Compagnia Zappalà Danza (Italia – Catania)
Romeo e Giulietta 1.1

26 luglio - mercoledì, ore 21
Company Chameleon (Inghilterra)
OF MAN AND BEAST
Spellbound contemporary ballet (Roma Italia)
The hesitation day 
The divided self
Coreografie  di Mauro Astolfi

mercoledì 28 giugno 2017

Buone letture estive



La bibliolibreria gratuita Plautilla chiude venerdì per il ponte di San Pietro e Paolo e dall'inizio di luglio va in vacanza. 
A settembre riprenderanno le tante attività di Monteverdelegge. Nel frattempo, per i partecipanti al gruppo di lettura del sabato, il libro estivo è Flush, di Virginia Wolf. 
Buone letture estive a tutti ! 

venerdì 2 giugno 2017

Un Esodo che scavalca i muri


Maria Cristina Reggio
Il prossimo 16 giugno andrà in scena al Teatro Patologico, in via Cassia 472, Esodo, uno spettacolo con adattamento drammaturgico e regia Alessandra Panelli che, con l'associazione Diverse Abilità, da anni tiene laboratori teatrali con utenti dei centri di salute mentale e attori professionisti.
In questo spettacolo, in cui sono impegnati, insieme a molti altri attori, due utenti di Cantiere24, Antonella Cecchi Pandolfini e Lamberto di Fabio, l'esodo è rappresentato come una condizione comune a tutti gli esseri umani che, prima o poi,  si trovano di fronte a un muro da oltrepassare.
I muri dunque come fiumi o mari simbolici da attraversare, cataste di cartoni pesanti come pietre che formano frontiere da abbattere con la forza del proprio corpo, ma anche barriere  invisibili che dividono o isolano le storie delle vite delle persone. 
Come scrivono gli stessi autori, "Esodo è uno spettacolo che vede l’unione di due gruppi che da anni si sperimentano in laboratori paralleli e continuativi attraverso le arti del teatro e della danza. Come sempre negli spettacoli curati dal nostro gruppo di lavoro il tema dell’uomo, delle vicissitudini della vita, delle sconfitte e delle occasioni è molto sentito e foriero d’interessanti approfondimenti. Attraverso i testi e i personaggi, che di volta in volta si incontrano e ai quali diamo vita, s’intraprende un percorso di crescita e consapevolezza".
Con una strepitosa sequenza di musiche famose che  ciascuno può  riconoscere come famigliari colonne sonore della propria esistenza, e di brani tratti da tanti testi letterari spesso studiati a scuola  ma qui recitati in nuovi contesti, questo lavoro teatrale  colpisce per la sua capacità di coinvolgere  la memoria e l'esperienza del pubblico in tante storie condivisibili: un momento in cui il teatro  non divide la platea dal palcoscenico, ma rende attori e spettatori davvero partecipi di una comunità, talvolta, davvero umana.
Da non perdere.

ESODO
16 giugno ore 21
TEATRO PATOLOGICO Via Cassia 472
Info e prenotazioni: a.panelli@fastwebnet.it  Tel: 3356532341
Formazione dell’Attore: Alessandra Panelli
Espressione Corporea : Costanza Castracane.
Danza Terapia: Anna Di Quirico.
Area Clinica: Dott.ssa Tiziana Piersanti Centro di Salute Mentale ASL Roma 3, Dott.ssa Teresa Mastroianni, Centro di Salute Mentale ASL Roma 2.